Nel 1967, nella terza guerra del Medio Oriente, l'armata araba subì una sconfitta schiacciante, perdendo la riva occidentale del Giordano e la striscia di Gaza. L'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), guidata da Arafat, perse il sostegno dell'Egitto e si trovò in una situazione disperata. Senza alternative, Arafat si rifugiò in Giordania con oltre 4.000 soldati armati e 400.000 profughi palestinesi.
Il re della Giordania, Hussein, in considerazione dell'amicizia tra popoli arabi, accolse con generosità questi profughi e soldati. Tuttavia, l'OLP non rispettò le norme di ospitalità e trasformò la Giordania in una base per un'offensiva contro Israele, ignorando completamente la sovranità e la legge giordana. Nei campi profughi stabilirono posti di blocco e riscuotevano tasse, armavano illegalmente i profughi, e per le strade della Giordania si vedevano ovunque miliziani palestinesi armati. I fuoristrada si muovevano impunemente, anche la polizia non osava intervenire, creando una sorta di 'stato nello stato' all'interno della Giordania.
Ancora più gravoso per la Giordania fu il fatto che l'OLP, servendosi della Giordania come base, compì frequenti incursioni in Israele. Nel 1968, Israele, stanco di queste molestie, invase la Giordania e attaccò il campo di Karameh, dove si trovava l'OLP. Per difendere la dignità nazionale, l'esercito giordano fu costretto a impiegare cannoni pesanti e carri armati, pagando un prezzo elevato per respingere l'esercito israeliano. Dopo la battaglia, Arafat si attribuì tutto il merito, ignorando completamente il sacrificio delle forze armate giordane.
Da quel momento, l'OLP divenne sempre più arrogante. Nel 1970, a Ammàn, la capitale giordana, stabilirono posti di blocco per fermare ufficiali e umiliare la polizia, arrivando persino a minacciare di rovesciare il re Hussein. Nello stesso settembre, per attirare l'attenzione internazionale, l'OLP sequestrò diversi aerei civili occidentali, costringendoli ad atterrare in Giordania, e poi, davanti ai media, distrussero gli aerei, causando un danno irreparabile all'immagine internazionale della Giordania.
Stanco di sopportare di più, il re Hussein ordinò l'attacco a tutto campo contro l'OLP: scoppio così l'evento noto come 'Settembre Nero'. L'esercito giordano, pieno di rabbia, attaccò con carri armati e artiglieria i nascondigli dell'OLP. L'aiuto previsto dalla Siria non arrivò, a causa delle counter-azioni dell'aviazione giordana e della pressione diplomatica internazionale. Senza aiuti esterni, le forze palestinesi crollarono rapidamente, e migliaia di palestinesi persero la vita durante i conflitti. Nel 1971, Arafat, con le residue truppe, fuggì vergognosamente in Libano.