🧠 OpenAI si è trovata al centro del più grande ciclo di investimenti nella storia della tecnologia.
Negli ultimi mesi, l'azienda ha firmato accordi praticamente con tutti i giganti della Big Tech - da NVIDIA ($100 miliardi) a Microsoft ($13 miliardi) e TSMC ($20 miliardi).
💰 In totale - oltre $800 miliardi di contratti diretti e infrastrutturali nell'ambito del grande progetto Stargate.
💬 Problema
Nonostante tutta questa grandiosità, OpenAI rimane profondamente in perdita:
$2 miliardi di perdite nel 2023,
$5 miliardi nel 2024,
e previsti $25–30 miliardi nel 2025.
Le spese crescono più velocemente del profitto che riesce a emergere.
🔏 Perché questo è preoccupante
• Monetizzazione incerta. L'azienda punta non sul profitto, ma sul dominio infrastrutturale — «prima conquistiamo il mercato, poi ci saranno i soldi».
• Trasformazione in piattaforma pubblicitaria. Nuove funzionalità come Instant Checkout spostano l'attenzione: l'utente diventa il prodotto, non il cliente. Ciò rende OpenAI simile a Google e Amazon, allontanandola dagli obiettivi scientifici.
• Crescita senza trattenimento. Entro il 2026, l'IA potrebbe raggiungere un «piatto di interesse» — quando il mercato sarà semplicemente saturo e non ci saranno più nuovi utenti.
💡 Ma non tutto è così fosco
OpenAI non è un palloncino delle dotcom.
Il prodotto funziona davvero, e la scala di implementazione delle tecnologie è senza precedenti nella storia.
Per ora nessuno ha proposto un analogo con potenza, stabilità e qualità simili, quindi parlare di crollo è prematuro.
📌 In conclusione
OpenAI si trova al confine tra rivoluzione e surriscaldamento.
Se si troverà un concorrente in grado di fare la stessa cosa a costo più basso ed efficienza maggiore, il palloncino scoppierebbe
Se l'azienda riuscirà a mantenere il suo ruolo di leader, diventerà il nuovo Amazon, ma nel settore dell'intelligenza.
⚠️ Il principale rischio non sono le perdite, ma la capacità di monetizzare per prima l'IA, mentre gli altri semplicemente la integrano nelle loro ecosistemi.