Sono Cablate Diversamente: Gli Scienziati Rivelano i Segreti Neurali Dietro il Successo Aziendale

ARGOMENTI: Cervello Cognizione MRI Neuroscienza Università di Liegi

DALL'UNIVERSITÀ DI LIEGI 14 AGOSTO 2023

Un nuovo studio ha rivelato un aumento della connettività neuronale nei cervelli degli imprenditori seriali rispetto ai manager, suggerendo che questi imprenditori hanno una flessibilità cognitiva superiore, essenziale per il loro successo. I risultati, utilizzando un metodo innovativo di fMRI a stato di riposo, offrono spunti per migliorare la cognizione imprenditoriale e la formazione all'interno delle organizzazioni.

Nuove ricerche pionieristiche che coinvolgono sia imprenditori seriali che manager hanno rivelato connessioni neurali migliorate nei cervelli degli imprenditori, portando potenzialmente a distintivi attributi cognitivi.

Uno studio pionieristico condotto da un team multidisciplinare della HEC – Scuola di Management dell'Università di Liegi e dell'Ospedale Universitario di Liegi (CHU Liegi), comprendente sia ricercatori in imprenditorialità che neuroscienziati, ha scoperto prove che gli imprenditori possiedono una connettività neuronale aumentata nei cervelli degli imprenditori, il che potrebbe contribuire a distintivi attributi cognitivi.

Utilizzando la risonanza magnetica funzionale a stato di riposo (rs-fMRI), lo studio ha dimostrato che gli imprenditori seriali hanno una maggiore connettività tra l'insula destra (associata alla flessibilità cognitiva) e la corteccia prefrontale anteriore (una regione chiave per le scelte esplorative), rispetto ai loro colleghi manager. Questi risultati, pubblicati nella rivista Entrepreneurship Theory and Practice, suggeriscono che gli imprenditori seriali possiedono una maggiore flessibilità cognitiva, permettendo loro di alternare efficacemente tra esplorazione e sfruttamento, un equilibrio cruciale per il loro successo.

A differenza dell'approccio tradizionale della fMRI basato su compiti sottoposti al soggetto, la rs-fMRI su cui si basa questo studio osserva il cervello a riposo, in assenza di compiti cognitivi o presentazione di stimoli, il che costituisce un approccio innovativo per migliorare la comprensione della mente imprenditoriale. Quaranta persone, imprenditori e manager, hanno partecipato allo studio.

“Questo studio rappresenta un importante progresso nella nostra comprensione della mente imprenditoriale. Sottolinea il potenziale delle neuroscienze e come questo approccio completi gli strumenti tradizionali utilizzati per studiare la cognizione imprenditoriale. Sottolineando la differenza nella flessibilità cognitiva, offre anche una nuova prospettiva per informare la progettazione di programmi di formazione o sviluppo professionale volti a migliorare la flessibilità cognitiva e lo spirito imprenditoriale degli individui all'interno di varie organizzazioni,” spiega Frédéric Ooms, ricercatore e Professore Associato in gestione e imprenditorialità (HEC – Scuola di Management di ULiège), primo autore della pubblicazione, basata sui risultati della sua tesi di dottorato sulla flessibilità cognitiva imprenditoriale presentata nell'aprile 2023.

In un mondo di cambiamenti rapidi e imprevedibili, le organizzazioni devono coltivare una mentalità imprenditoriale e promuovere la flessibilità cognitiva all'interno dei loro team, qualità riconosciute dall'OCSE come una sfida del XXI secolo,” sottolinea il Professore Bernard Surlemont, Professore di Imprenditorialità presso ULiège (HEC Liegi).

“Questo studio collaborativo e multidisciplinare illustra il ‘neuro-imprenditorialità’, l'integrazione delle conoscenze in neuroscienza (presso il GIGA di ULiège e il CHU di Liegi) e il mondo dell'imprenditorialità (HEC Liegi), e mostra come le tecniche di neuroimaging aiutino a visualizzare meglio le reti neurali coinvolte nella ‘flessibilità cognitiva’, al fine di poter adattarsi a una realtà in costante cambiamento, che è la fonte del successo imprenditoriale,” osserva il Dr. Steven Laureys, neurologo e Professore Clinico presso il Centro del Cervello dell'Ospedale Universitario (CHU) di Liegi, Direttore della Ricerca presso il Fondo per la Ricerca Scientifica – FNRS e Professore Ospite presso il Centro di Ricerca CERVO (Laval, Quebec).