L’impegno normativo porta alla pausa

Meta ha sospeso i suoi piani per utilizzare i dati degli utenti europei per addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale, a seguito di intense discussioni con la Commissione irlandese per la protezione dei dati (DPC) e pressioni da parte di altre autorità di protezione dei dati dell'UE. Il DPC, agendo per conto di diversi regolatori dell’UE, ha accolto con favore la decisione di Meta di interrompere le sue iniziative di formazione sull’intelligenza artificiale che avrebbero utilizzato contenuti pubblici degli utenti di Facebook e Instagram.

Sfide di conformità al GDPR

Il severo regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) europeo presenta ostacoli significativi per aziende come Meta che cercano di migliorare i propri sistemi di intelligenza artificiale con contenuti generati dagli utenti. Nonostante le intenzioni di Meta di adattare la propria politica sulla privacy per addestrare l’intelligenza artificiale su diverse lingue e riferimenti culturali europei, il gruppo di difesa della privacy NOYB ha presentato reclami per presunte violazioni del GDPR.

Il controverso dibattito tra opt-in e opt-out

Al centro della controversia c'è il dibattito sull'opportunità per gli utenti di acconsentire attivamente o meno al trattamento dei dati. Meta aveva pianificato di implementare modifiche ai sensi della disposizione sugli "interessi legittimi" del GDPR, che in precedenza aveva invocato per le pratiche pubblicitarie mirate.

L'approccio di Meta nell'informare gli utenti sulle modifiche alle policy è stato criticato per la sua sottigliezza. Sono state inviate oltre 2 miliardi di notifiche, ma queste sono state confuse con quelle standard, rendendo facile per gli utenti ignorarle. Inoltre, non c'era alcuna chiara indicazione che gli utenti avessero la possibilità di opporsi o di non ricevere più notifiche.

L’approccio dell’azienda all’innovazione e alla trasparenza

In risposta alle resistenze normative, Stefano Fratta, Global Engagement Director di Meta per la privacy policy, ha espresso delusione, citando la preoccupazione di soffocare l'innovazione e lo sviluppo dell'intelligenza artificiale in Europa. Fratta sostiene che l'approccio di Meta sia in linea con le leggi europee e sottolinea l'impegno dell'azienda per la trasparenza nelle pratiche di formazione in ambito AI.

La pausa nel programma di formazione sull'intelligenza artificiale di Meta sottolinea la tensione in corso tra progresso tecnologico e normative sulla privacy. In attesa di ulteriori dialoghi con le autorità europee, l'esito potrebbe creare un precedente su come i giganti della tecnologia gestiscono i dati degli utenti per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale nel quadro del GDPR.