Dopo aver sopportato un brutale ritracciamento del 94%, il BRIC è entrato nella fase in cui i mercati cambiano silenziosamente mano. La storia mostra che i ritracciamenti più profondi spesso precedono le inversioni più nette, e la struttura attuale del BRIC si adatta a quel modello con una precisione quasi da manuale. La volatilità dei prezzi si è compressa, il volume delle vendite si è assottigliato e il token si sta stabilizzando attorno a un supporto testato da tempo: segnali che indicano che i venditori costretti sono in gran parte esausti. Nei cicli di mercato, questa è la zona in cui l'asimmetria del rischio si inverte: il ribasso si riduce, mentre il rialzo si espande in modo sproporzionato.
Ciò che rende questo setup convincente è la divergenza tra prezzo e partecipazione. Anche se i BRIC vengono scambiati vicino ai loro minimi, l'attività on-chain e la retention dei detentori rimangono resilienti, suggerendo accumulazione piuttosto che abbandono. Gli asset che sopravvivono a un reset del 90%+ senza perdere la loro rete principale storicamente offrono rimbalzi eclatanti: spesso da 3x a 7x solo durante la prima fase di espansione. Un recupero della fascia $0.003–$0.004 segnerebbe un cambiamento strutturale, aprendo un percorso realistico verso $0.007+, livelli che si allineano con il precedente equilibrio piuttosto che con l'eccesso speculativo.
Oltre il grafico, il contesto macroeconomico rafforza la probabilità rialzista. Mentre il capitale globale ruota verso infrastrutture digitali alternative e narrazioni di mercati emergenti, i BRIC si trovano all'incrocio tra utilità e tempismo. Quando i fondamentali si stabilizzano mentre il prezzo rimane profondamente scontato, i mercati tendono a correggere violentemente verso l'alto. Se il momentum torna anche solo parzialmente, un movimento del 200–400% non sarebbe straordinario: sarebbe statisticamente coerente con i recuperi post-washout. Il crollo potrebbe essere completo; il prossimo capitolo riguarda se questa base diventa la rampa di lancio.


