Ethereum ha ripreso il livello di 3.200 dollari, ma gli operatori rimangono cauti riguardo al fatto che Ether possa trasformare con successo la precedente resistenza in un supporto duraturo, oppure se l'utilizzo debole delle applicazioni e l'incertezza macroeconomica statunitense continueranno a limitare i rialzi vicino ai 4.000 dollari.

Punti chiave

Ether si scambia intorno ai 3.200 dollari, ma ha ripetutamente fallito nel mantenere movimenti superiori ai 3.300 dollari negli ultimi due mesi.

La diminuzione dell'utilizzo delle DApp e dei volumi delle DEX sta influenzando negativamente le commissioni di rete e la domanda a breve termine di ETH.

Le reti Layer-2 dominano l'attività su Ethereum, mentre le catene concorrenti più economiche riducono le probabilità di un rapido ritorno a 4.000 dollari.

ETH fatica a riprendere i 3.300 dollari nonostante gli aggiornamenti della rete

Ether ha trascorso la maggior parte dei precedenti 60 giorni scambiandosi al di sotto dei 3.300 dollari, sollevando interrogativi sul fatto che un trend rialzista duraturo sia ancora raggiungibile nel 2026. Nonostante gli aggiornamenti continuativi del protocollo e la continua dominanza di Ethereum nei depositi e nel valore totale bloccato (TVL), gli investitori sembrano non convinti che un breakout sostenuto sia imminente.

A circa 3.200 dollari, ETH sta testando un livello che in precedenza ha agito da resistenza fino alla fine del 2025. Il fallimento nel riprendersi decisamente da un livello più alto ha rafforzato l'idea che l'ascesa di Ether sia limitata dalle condizioni di mercato più ampie e non da problemi specifici dell'ecosistema.

Dal novembre, il rendimento del prezzo di ETH ha seguito strettamente i movimenti del capitale di mercato totale delle criptovalute, suggerendo che il sentimento macroeconomico e l'appetito generale per il rischio stiano giocando un ruolo più importante rispetto ai fondamentali specifici di Ethereum.

Un uso più debole delle DApp penalizza le commissioni e la domanda a breve termine

I segni di una domanda più debole sono più evidenti nell'attività delle applicazioni decentralizzate.

Secondo i dati di DefiLlama, il volume aggregato delle exchange decentralizzate (DEX) negli ultimi due settimane ha totalizzato 150,4 miliardi di dollari, in calo del 55% rispetto al massimo storico di 340 miliardi di dollari registrato a gennaio 2025.

I volumi delle DEX basate su Ethereum sono calati significativamente. I volumi settimanali delle DEX su Ethereum si attestano vicino ai 9 miliardi di dollari, in calo rispetto al massimo di 27,8 miliardi di dollari raggiunto a ottobre 2025 — un calo del 65%. Nello stesso periodo, le commissioni della rete Ethereum sono calate dell'87%, scendendo a circa 2,6 milioni di dollari dai 21,3 milioni di dollari registrati tre mesi prima.

Nonostante il rallentamento, l'ecosistema più ampio di Ethereum rimane dominante. Combinando l'attività su Base, Arbitrum, Polygon e altre soluzioni layer-2, le reti allineate a Ethereum continuano a rappresentare circa il 50% del volume totale delle DEX, sottolineando il suo ruolo centrale nella finanza decentralizzata.

La dominanza dei layer-2 ridefinisce il profilo economico di Ethereum

Il primato di Ethereum nel TVL continua a segnalare una preferenza solida da parte degli istituzionali, anche se concorrenti come Tron, Solana e BNB Chain generano commissioni più elevate a livello base.

I critici affermano spesso che Ethereum non sia riuscito a monetizzare appieno la sua dominanza nei depositi di smart contract. I sostenitori replicano che questo risultato sia intenzionale, riflettendo la strategia di scalabilità centrata sui rollup di Ethereum, che privilegia sicurezza e decentralizzazione rispetto al massimizzare le commissioni a livello base.

I dati sulle transazioni evidenziano questa divergenza. Secondo Nansen, Ethereum ha elaborato 54,4 milioni di transazioni in un recente periodo di 30 giorni, mentre la sua rete layer-2 Base ha registrato più di 600 milioni di transazioni nello stesso arco temporale.

Al contrario, il layer base di Solana elabora più transazioni di quelle combinate dei suoi 10 principali concorrenti, riflettendo un design che privilegia un alto throughput e una bassa latenza a scapito di una maggiore coordinazione e di un modello di sviluppo più centralizzato guidato da Solana Labs.

La pressione sul bilancio aggiunge ulteriori ostacoli a ETH

La prolungata consolidazione di Ether al di sotto dei 3.200 dollari ha anche pesato sulle aziende che hanno raccolto debito o equity per accumulare ETH.

Ad esempio, Bitmine Immersion possiede presumibilmente un valore di 13,2 miliardi di dollari in Ether, tuttavia le sue azioni si scambiano con uno sconto del 9% rispetto al valore di tali attività, secondo i dati di CoinGecko. La differenza evidenzia il risentimento degli investitori verso il potenziale rialzo a breve termine di ETH e i rischi associati all'esposizione leveraged a un asset in range.

Cosa potrebbe riaccendere un movimento verso i 4.000 dollari?

Per ora, un chiaro catalizzatore in grado di spostare decisamente il momentum a favore di Ethereum rimane elusive.

Le reti concorrenti continuano a offrire applicazioni decentralizzate comparabili con minore frizione, mentre l'incertezza economica negli Stati Uniti limita l'appetito generale per i rischi. Senza un recupero significativo dell'attività on-chain, della generazione di commissioni o della domanda macroeconomica per gli asset crittografici, il percorso di Ether verso i 4.000 dollari e oltre appare difficile.

In sintesi: Ethereum rimane la base della finanza decentralizzata, ma la leadership del prezzo nel 2026 dipenderà meno dagli aggiornamenti del protocollo e più dal recupero significativo della domanda per le applicazioni e del sentimento globale verso il rischio.