**Analisi approfondita e classifica dei rendimenti azionari globali**

È noto che il mercato azionario statunitense, considerato il leader del mercato globale dei capitali, rappresenta circa il 40% del valore totale del mercato azionario mondiale. Non solo per la sua dimensione, ma anche per il suo eccellente rendimento. I dati indicano che alla fine del 2025, l'indice S&P 500, considerato l'indicatore principale del mercato azionario americano, ha registrato un rendimento annuo medio del 11,1% negli ultimi 50 anni.

Di fronte a questo fenomeno, alcuni utenti hanno sollevato dubbi: dato che paesi emergenti come l'India hanno un tasso di crescita del PIL più elevato, non dovrebbero i loro mercati azionari offrire un rendimento superiore a quello degli Stati Uniti? La realtà è diversa. Esiste solo una correlazione positiva estremamente debole tra il tasso di crescita del PIL di un paese e il rendimento del suo mercato azionario, e in alcuni casi, i due possono addirittura essere negativamente correlati.

Per verificare questo punto, ignoriamo per un momento gli effetti fiscali e confrontiamo i dati degli ultimi dieci anni tra il mercato azionario statunitense e i principali mercati globali. Suddivideremo il confronto in due categorie: mercati emergenti (come Brasile, India, Sudafrica e altri paesi in via di sviluppo) e mercati sviluppati al di fuori degli Stati Uniti (compresi Europa occidentale, Giappone, Corea del Sud, Australia, Canada, ecc.).

**Confronto dei rendimenti dei principali settori finanziari negli ultimi dieci anni:**

| Regione | Rendimento annuo medio (10 anni) | Rendimento cumulativo |

| :--- | :--- | :--- |

| Stati Uniti | 14,7% | 295% |

| Mercati sviluppati | 8,7% | 130% |

| Mercati emergenti | 8,2% | 120% |

I dati mostrano in modo inequivocabile una verità indiscutibile: nel complesso, i mercati emergenti hanno un rendimento azionario molto inferiore rispetto agli Stati Uniti, e addirittura inferiore a quello dei mercati sviluppati al di fuori degli Stati Uniti. Questi dati inconfutabili smentiscono in modo deciso il pregiudizio diffuso secondo cui una crescita economica più rapida del PIL implica necessariamente un rendimento più elevato sul mercato azionario. Allo stesso tempo, anche i mercati sviluppati al di fuori degli Stati Uniti hanno registrato performance significativamente inferiori rispetto al mercato azionario statunitense.

Nel dettaglio, ipotizzando un investimento di 100.000 dollari negli Stati Uniti dieci anni fa, oggi il valore del capitale sarebbe salito a 395.000 dollari. In confronto, se avessi investito in mercati sviluppati al di fuori degli Stati Uniti, il valore attuale sarebbe stato di soli 230.000 dollari, circa il 58% di quello ottenuto con l'investimento negli Stati Uniti. Ancora più deludente, se avessi puntato sui mercati emergenti con un forte tasso di crescita del PIL, il capitale sarebbe aumentato solo a 220.000 dollari, pari appena al 57% del rendimento ottenuto investendo nel mercato azionario statunitense.

Qualcuno potrebbe obiettare che i dati generali sono mediocri perché alcuni mercati con performance scadenti hanno trascinato verso il basso la media. Per un'analisi più rigorosa, concentriamoci sui mercati azionari dei singoli paesi che interessano maggiormente gli investitori cinesi e vediamo come si sono comportati in modo autonomo:

**Classifica dei principali mercati azionari nazionali negli ultimi dieci anni:**

| Regione | Rendimento annuo medio (10 anni) | Rendimento cumulativo |

| :--- | :--- | :--- |

| Stati Uniti | 14,7% | 295% |

| Canada | 12,4% | 222% |

| Italia | 11,1% | 187% |

| Francia | 9,8% | 155% |

| Corea del Sud | 9,5% | 148% |

| India | 8,8% | 132% |

| Australia | 8,0% | 116% |

| Germania | 7,9% | 114% |

| Singapore | 7,9% | 114% |

| Giappone | 7,8% | 112% |

| Regno Unito | 7,7% | 110% |

| Cina | 5,4% | 69% |

Dai dati sopra riportati emerge chiaramente che anche in un confronto tra paesi, il mercato azionario statunitense rimane imbattibile. Prendiamo l'India come esempio: se avessi investito 100.000 dollari dieci anni fa, oggi il valore del capitale sarebbe di circa 232.000 dollari, ovvero solo il 59% del rendimento ottenuto investendo negli Stati Uniti.

In conclusione, il mio parere è chiaro: il mercato azionario statunitense è indiscutibilmente il più forte al mondo.

Va sottolineato che le società componenti dell'indice S&P 500 sono per la maggior parte grandi multinazionali, e nel complesso circa il 40% dei loro ricavi proviene da paesi al di fuori degli Stati Uniti. Pertanto, investire in un fondo indice statunitense significa fondamentalmente beneficiare dei vantaggi derivanti dalla crescita economica globale e dal crescente numero di abitanti.

Per questo motivo, raccomando vivamente di concentrare gli investimenti sul mercato azionario statunitense, senza preoccuparsi di diversificare verso mercati esteri per presunti benefici di riduzione del rischio. Questa strategia ha infatti un'alta probabilità di ridurre il rendimento complessivo del portafoglio.

Come dice un famoso detto americano: "Se non puoi batterli, unisciti a loro!"

In questo contesto, il mio consiglio principale è: ama la vita, investi tutto nel mercato azionario statunitense! Abbandona le singole azioni e investi solo in indici!

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