USDC di Circle ha superato per la prima volta USDT di Tether nel volume annuo delle transazioni, segnando un cambiamento storico nel panorama delle stablecoin.

Per un decennio, USDT ha regnato come la regina indiscussa delle stablecoin. Detiene ancora una capitalizzazione di mercato di 187 miliardi di dollari: quasi 2,5 volte quella di USDC, che si attesta a 75 miliardi di dollari. Tuttavia, il 2025 ha rivelato una realtà diversa: la stablecoin più piccola ora muove più denaro.

USDC guida con il 39%

Secondo i dati di Artemis Analytics, USDC ha processato 18,3 trilioni di dollari di trasferimenti nel 2025, rispetto ai 13,2 trilioni di dollari di USDT: un divario del 39%.

Il volume di trasferimento delle stablecoin misurato da Artemis esclude le transazioni dei bot MEV e i trasferimenti tra exchange, isolando l’attività “organica” on-chain della piattaforma. Questa metrica offre una stima alta dei pagamenti effettivi e dell’uso nel DeFi, invece del semplice conteggio delle transazioni gonfiato dal trading automatizzato. In breve, vengono conteggiati pagamenti reali, trasferimenti P2P e l’attività nella DeFi; non sono inclusi i trade automatici generati dai bot e i movimenti tra wallet degli exchange.

Il divario si spiega con quattro fattori: il funzionamento della DeFi, dove avviene, un catalizzatore inatteso e la tempistica normativa.

1. Volume DeFi

Gli analisti attribuiscono il divario soprattutto all’uso che viene fatto di ciascuna stablecoin. USDC domina le piattaforme di finanza decentralizzata, dove i trader entrano e escono frequentemente dalle posizioni. Lo stesso dollaro viene riciclato più volte tramite protocolli di lending e swap su DEX. Al contrario, USDT viene utilizzata più come riserva di valore e mezzo di pagamento: gli utenti tendono a mantenerla nei wallet invece che muoverla costantemente.

2. Il fattore Solana

L’esplosiva crescita della DeFi su Solana è diventata il motore principale di USDC. La stablecoin rappresenta ora oltre il 70% di tutte le stablecoin sulla rete, mentre USDT rimane concentrata su Tron. Nel primo trimestre del 2025, l’offerta totale di stablecoin su Solana è passata da 5,2 miliardi di dollari a 11,7 miliardi di dollari: un aumento del 125% dovuto quasi interamente agli afflussi in USDC.

3. L’ironia del token Trump

Il lancio, a gennaio 2025, della memecoin TRUMP ha favorito accidentalmente l’adozione di USDC. Il principale pool di liquidità del token su Meteora DEX è abbinato a USDC, e non a USDT. Ciò ha significato che i trader, per acquistare TRUMP, dovevano prima ottenere USDC, generando una domanda che si è rapidamente propagata nell’ecosistema DeFi di Solana.

L’ironia è ancora maggiore: la famiglia Trump ha lanciato a marzo la propria stablecoin, USD1, tramite World Liberty Financial. Eppure il token TRUMP nato dalla loro ispirazione ha finito per sostenere la stablecoin di un concorrente.

4. Venti favorevoli normativi

L’approvazione, a luglio, del Genius Act negli USA ha introdotto norme chiare per gli emittenti di stablecoin. Gli osservatori del settore sottolineano che la storica attenzione di USDC alla conformità normativa e alla trasparenza delle riserve l’ha posta nella posizione migliore per beneficiare del nuovo quadro normativo. In Europa, la conformità di USDC al MiCA le ha dato un vantaggio in un contesto in cui diversi exchange stanno procedendo al delisting di USDT.

Un’ondata crescente

Il boom di USDC ha contribuito a una crescita record dell’attività sulle stablecoin. Il volume totale delle transazioni ha raggiunto quota 33 trilioni di dollari nel 2025, con un aumento del 72% rispetto all’anno precedente. Solo nel quarto trimestre si sono registrati flussi per 11 trilioni di dollari, in aumento rispetto agli 8,8 trilioni del terzo trimestre.

Secondo le proiezioni di Bloomberg Intelligence, i pagamenti tramite stablecoin potrebbero arrivare a 56 trilioni di dollari entro il 2030, posizionando così il settore come infrastruttura di pagamento globale accanto alle reti tradizionali.