All’inizio del 2026, mentre la capitalizzazione di mercato delle altcoin (TOTAL3) è rimbalzata da 825 miliardi di dollari a oltre 880 miliardi di dollari, segnando un guadagno di oltre il 7%, Pi Network (PI) è rimasta ferma intorno al livello di 0,2 dollari. I dati degli exchange non hanno mostrato segnali chiari di un ritorno della domanda.
Nel frattempo, la community di Pi Network ha segnalato perdite crescenti tra gli investitori che hanno seguito le aspettative legate al prezzo GCV.
Il volume settimanale di trading di Pi Network tocca i minimi storici
I dati di CoinGecko mostrano che il volume di scambi di Pi è sceso ai minimi storici. Il volume settimanale è sceso bruscamente sotto i 100 milioni di dollari, con una media giornaliera di circa 10 milioni di dollari.
Per fare un confronto, a marzo dello scorso anno, Pi registrava oltre 10 miliardi di dollari di volume settimanale. I numeri attuali rappresentano un calo superiore al 99%.
Il crollo dei volumi di scambio riflette una domanda sempre più debole per Pi sugli exchange. Una liquidità ridotta aumenta il rischio di forti movimenti di prezzo, anche se la pressione all’acquisto o alla vendita è relativamente contenuta.
Se il prezzo dovesse salire in queste condizioni di bassa liquidità, il movimento probabilmente non sarebbe sostenibile. Se il prezzo dovesse scendere, le stesse condizioni renderebbero Pi vulnerabile a forti vendite.
Inoltre, i dati di Piscan indicano che le riserve di Pi sugli exchange centralizzati (CEX) non sono diminuite. Al contrario, restano elevate.
Il 9 gennaio, più di 1,3 milioni di token Pi sono stati trasferiti agli exchange, portando le riserve totali degli exchange a 427 milioni di Pi. Un saldo più elevato sugli exchange aumenta la pressione di vendita. Combinata con la scarsa liquidità, questa dinamica aumenta notevolmente il rischio di ulteriori ribassi di prezzo.
I pionieri subiscono perdite dopo aver dato fiducia alla teoria GCV
Una delle caratteristiche più distintive di Pi Network è il suo sistema a due valori. I possessori riconoscono sia il prezzo di mercato sugli exchange sia il GCV (Global Consensus Value), una valutazione teorica.
I sostenitori promuovono il GCV come prezzo fisso di 314.159 dollari per Pi, derivato dalla costante matematica Pi (π). Invitano utenti ed esercenti ad accettare Pi a questa valutazione.
Tuttavia, recenti segnalazioni della community indicano che diversi investitori hanno subito gravi perdite seguendo la narrativa del GCV, mentre il prezzo di mercato di Pi è crollato di oltre il 90% dai suoi massimi.
L’account di notizie su Pi r/PiNetwork ha messo in evidenza almeno due casi di questo tipo.
Un esempio riguarda Taufan Kurniawan, che ha investito 50 milioni di rupie indonesiane (circa 3.200 dollari) per aprire un negozio dedicato agli utenti di Pi. Ha accettato pagamenti basati sul prezzo GCV aspettandosi profitti consistenti. Quando il prezzo di mercato è crollato, l’attività è fallita, lasciandogli pesanti perdite.
“I commercianti che usano il GCV finiranno in bancarotta per l’impossibilità di recuperare i fondi nell’ecosistema. Sta già accadendo”, ha commentato r/PiNetwork.
Il prolungato calo del prezzo di Pi e la debolezza della liquidità stanno costringendo i Pionieri a una scelta difficile: continuare a detenere e inseguire la visione di lungo periodo di Pi, oppure abbandonare completamente il progetto.
