Bitcoin sta entrando nell'inizio del 2026 con un impulso rinnovato. Dopo settimane di consolidamento, le condizioni di mercato stanno cambiando, e una domanda chiave è tornata al centro dell'attenzione: BTC può realisticamente testare il livello di 100.000 dollari questo mese?
Mentre i 100.000 dollari rimangono un importante punto psicologico, i dati attuali sulle catene, la domanda spot e la posizione nei derivati suggeriscono che questo movimento non è più solo una narrazione speculativa. Di seguito sono riportati i tre principali fattori che stanno plasmando la prospettiva di Bitcoin per gennaio.
1. La domanda basata su prodotti spot sta guidando questo movimento
L'azione recente del prezzo differisce in modo sostanziale dai rally guidati dalla leva osservati in cicli precedenti.
Influssi degli ETF in accelerazione:
Gli ETF spot quotati negli Stati Uniti hanno registrato un forte ritorno a gennaio, con flussi netti giornalieri che spesso superano i $150–$200 milioni. In una singola sessione recente, gli ingressi si sono avvicinati a 700 milioni di dollari, evidenziando un'importante partecipazione istituzionale continua.
Struttura di mercato sana:
In modo significativo, l'apprezzamento del prezzo avviene senza un aumento proporzionale dell'interesse aperto sui derivati. Ciò indica che la domanda è guidata principalmente da acquisti allo spot piuttosto che da un'eccessiva leva finanziaria: una base strutturalmente più sana per il proseguimento.
2. Accumulo da parte dei grandi detentori e offerta che si stringe
Il comportamento in-chain tra i detentori a lungo termine rimane decisamente rialzista.
Accumulo da parte dei grandi detentori:
I portafogli che detengono 1.000 BTC o più hanno accumulato centinaia di migliaia di BTC nell'ultimo mese, segnando una delle fasi di accumulo più forti osservate negli ultimi anni.
Saldo sugli scambi ai minimi degli ultimi anni:
L'offerta di Bitcoin sugli scambi centralizzati è scesa al circa 13,7%, il livello più basso negli ultimi sette anni. Con meno monete facilmente disponibili per la vendita, anche un aumento moderato della domanda può causare movimenti di prezzo esagerati a causa delle limitazioni di liquidità.
3. Struttura tecnica e il 'magnete' a $100K
Dal punto di vista tecnico e dei derivati, gennaio inizia con una configurazione notevolmente più pulita.
Riassetto della leva:
Il grande esercizio delle opzioni a fine dicembre ha aiutato a eliminare posizioni eccessivamente esposte. I tassi di finanziamento si sono poi normalizzati, riducendo il rischio di liquidazioni forzate e sostenendo un trend rialzista più stabile.
Posizionamento delle opzioni:
Una significativa concentrazione di interesse aperto rimane raccolta intorno al prezzo di esercizio a $100.000, rappresentando una parte sostanziale dei contratti a breve termine. All'avvicinarsi di questo livello, l'attività di copertura da parte dei market maker può rafforzare la dinamica rialzista.
Zona di resistenza chiave:
La fascia di resistenza da $92.000 a $95.000 rimane l'ultimo grande livello di resistenza. Un'uscita decisiva e un mantenimento al di sopra di questa zona aumenterebbero significativamente la probabilità di un test a $100K.
Conclusione
Il sentiment di mercato sta passando da un atteggiamento difensivo a uno più propenso al rischio, sostenuto da una forte domanda allo spot, da un accumulo continuo da parte dei grandi detentori e da un'offerta sugli scambi che si stringe. Sebbene il take profit vicino alla fascia dei $98.000 possa introdurre una volatilità a breve termine, la struttura generale suggerisce che gennaio rappresenta una finestra credibile per un breakout storico.
Detto questo, il fallimento nel riprendere e mantenere al di sopra della fascia dei $95K potrebbe ritardare il movimento e scatenare un pullback temporaneo prima del proseguimento.
Qual è il tuo punto di vista?
🔹 $100K a gennaio
🔹 Rompere prima i $95K, poi consolidare
🔹 Correzione a breve termine prima di nuovi massimi
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