Con il passaggio dell'anno, la legge DAC8 è entrata ufficialmente in vigore. La nuova direttiva dell'UE sull'assistenza amministrativa in materia di tassazione dei criptoasset comporta cambiamenti significativi per ogni investitore di criptovalute in Europa. Le borse e le piattaforme sono ora obbligate per legge a segnalare automaticamente i dati degli utenti alle autorità fiscali. I tempi in cui le criptovalute operavano nell'ombra sono quindi definitivamente finiti.

Cosa regola concretamente il DAC8

Il DAC8 indica la ottava modifica della direttiva dell'UE sulla cooperazione tra le autorità amministrative in materia fiscale. La direttiva estende per la prima volta lo scambio automatico di informazioni ai criptoasset e al denaro elettronico. In questo modo, le criptovalute vengono inserite negli obblighi di segnalazione già esistenti per conti bancari e portafogli di titoli.

A partire da ora, i fornitori di servizi in criptovalute dovranno raccogliere e segnalare dati estesi: nome, indirizzo, data di nascita, numero di identificazione fiscale e la storia completa delle transazioni dei propri utenti. Ogni acquisto, ogni vendita, ogni swap sarà documentato e trasmesso.

Curiosità: DAC8 non copre solo i vendite in euro, ma anche ogni scambio tra criptovalute. Anche lo scambio di Bitcoin in Ethereum finisce nell'amministrazione fiscale.

Anche i trasferimenti da portafogli hardware sono soggetti a questa regolamentazione

Particolarmente sensibile: l'obbligo di segnalazione si applica anche ai trasferimenti su portafogli esterni. Chi trasferisce le proprie monete dalla borsa a un Ledger o a un Trezor sarà comunque registrato. L'amministrazione fiscale saprà quando e a quale destinazione sono stati trasferiti quali importi.

La logica dietro è chiara: le autorità vogliono poter verificare se le monete siano semplicemente custodite oppure possibilmente vendute tramite altri canali. Per gli investitori ciò significa una documentazione completa di tutti i movimenti.

Pianificazione e attuazione

La legge è in vigore dal 1º gennaio 2025. La raccolta dei dati per l'anno fiscale 2026 è già in corso. La prima segnalazione automatica alle autorità fiscali nazionali avverrà entro il 31 gennaio 2027.

Gli utenti che non hanno registrato il numero di identificazione fiscale presso la propria piattaforma rischiano conseguenze. Le piattaforme possono limitare o congelare i conti fino a quando non saranno disponibili i dati richiesti. Chi non ha ancora inserito il numero fiscale dovrebbe farlo il prima possibile.

Nessuna fessura per le borse offshore

DAC8 include anche i fornitori con sede al di fuori dell'UE, purché servano clienti europei. Le piattaforme senza licenza UE devono registrarsi e segnalare i dati oppure abbandonare il mercato europeo. La strategia delle autorità è chiara: non deve esserci alcuna possibilità di elusione.

Inoltre, lo scambio automatico di informazioni funziona anche a livello transfrontaliero. I dati vengono condivisi tra gli Stati membri dell'UE. Chi vive in Germania e utilizza una borsa in un altro paese dell'UE verrà comunque registrato.

Cosa significa per gli investitori

Per gli investitori che hanno dichiarato correttamente le tasse sulle criptovalute fino ad oggi, in pratica cambia poco. I dati che l'amministrazione fiscale riceverà in futuro automaticamente dovrebbero corrispondere alle informazioni fornite da loro. Tuttavia, una documentazione accurata di tutti i trade diventa più importante che mai.

Chi in passato ha dichiarato in modo incompleto o non ha dichiarato i profitti potrebbe avere problemi. La segnalazione automatica rende immediatamente visibili le incongruenze. I consulenti fiscali consigliano di correggere eventuali omissioni in anticipo, prima che i primi dati arrivino all'amministrazione fiscale.

Parte della strategia europea sulle criptovalute

DAC8 fa parte della strategia globale dell'UE per la regolamentazione degli asset digitali. Insieme a MiCA (Regolamento sui mercati delle criptovalute), l'UE sta creando un quadro giuridico unificato per le criptovalute.

I sostenitori vedono in questo un passo verso la legittimazione delle criptovalute nel sistema finanziario tradizionale. Maggiore trasparenza potrebbe attrarre investitori istituzionali e rafforzare la fiducia nel mercato. I critici, invece, avvertono del rischio di un'eccessiva regolamentazione e della perdita dei valori originali delle criptovalute, come la privacy e l'autodeterminazione finanziaria.

Una cosa è certa: il mondo delle criptovalute in Europa diventerà più trasparente – gli investitori dovrebbero prepararsi a questo cambiamento.