Appunti sul risparmio e gli investimenti #111: Perché evito i prodotti di rendita
Negli ultimi tempi ricevo spesso domande da parte di molti su se valga la pena allocare risorse in prodotti di rendita (Annuity). Approfittando di questa occasione, voglio offrirvi un'analisi approfondita ma concisa.
**1. Scoprire il vero volto della rendita**
Innanzitutto, dobbiamo chiarire che la rendita è in realtà un tipo di contratto assicurativo.
Il suo meccanismo di funzionamento principale consiste nel fatto che il contraente versa un capitale (in un’unica soluzione o in rate) all’assicuratore, ricevendo in cambio la promessa di pagamenti regolari da parte dell’azienda assicurativa, immediatamente o in un momento futuro specifico. Questo è principalmente un mezzo per affrontare il rischio della longevità, ovvero il pericolo di essere ancora in vita ma senza risparmi.
A seconda del momento in cui inizia il pagamento, si distinguono due tipi: la rendita immediata e la rendita differita.
Dal punto di vista del rischio di investimento e del modello di pagamento, i prodotti più diffusi sul mercato si possono suddividere in tre categorie principali:
**1. Tipo tradizionale a rendimento fisso**
In questo tipo di rendita, l'importo del pagamento rimane costante, e il tasso di interesse è generalmente bloccato al momento dell'acquisto. Ad esempio, se si versa un capitale di 1 milione di dollari, si riceveranno annualmente 4% (cioè 40.000 dollari) in modo regolare.
Il suo evidente svantaggio è la scarsa capacità di resistere all'inflazione. Se l'inflazione è del 3%, dopo 20 anni i 40.000 dollari avranno un potere d'acquisto ridotto a soli 22.100 dollari rispetto al valore attuale.
**2. Rendita indicizzata (Indexed Annuity)**
Il rendimento di questi prodotti è solitamente legato a un indice di mercato specifico (ad esempio lo S&P 500), ma va notato che le assicurazioni non investono direttamente i fondi in borsa. La maggior parte dei prodotti prevede un rendimento minimo garantito (ad esempio tra lo 0% e l'1%), con un meccanismo che permette al contraente di beneficiare della crescita del mercato, ma protegge il capitale in caso di calo.
**3. Rendita variabile (Variable Annuity)**
I fondi vengono investiti in un portafoglio simile a un fondo comune di investimento, e il rendimento finale dipende completamente dalle performance del portafoglio. Questi prodotti non offrono alcuna garanzia di rendimento minimo, presentano un rischio elevato e spesso comportano costi aggiuntivi significativi.
**2. Perché io rifiuto le rendite?**
Secondo i dati pubblici, le rendite sono uno strumento finanziario estremamente poco diffuso. Negli Stati Uniti, il gruppo principale di clienti è costituito da persone sopra i 65 anni in pensione, e anche in questa fascia d’età la percentuale di possesso è appena intorno al 10%.
Le ragioni principali sono i seguenti punti critici:
**1. Costi elevati**
Le commissioni per i prodotti di rendita sono generalmente comprese tra l'1% e il 3%. A confronto, le commissioni per i fondi indicizzati principali sono circa lo 0,1%, con una differenza di costo che può arrivare a 10-30 volte.
**2. Complessità del design**
I prodotti di rendita sul mercato sono numerosi e vari, e i termini contrattuali sono spesso così intricati da risultare incomprensibili. Per la maggior parte delle persone anziane, capire completamente i termini di questi prodotti è quasi impossibile.
**3. Liquidity estremamente scarsa**
Una volta acquistata una rendita, i fondi diventano difficili da utilizzare con flessibilità. Sia il prelievo anticipato o differito che la modifica dell'importo mensile di pagamento sono soggetti a restrizioni severe.
**4. Rendimento basso e svantaggi fiscali**
Dopo aver sottratto tutte le complesse commissioni, il rendimento annuo effettivo della rendita è intorno al 4%. Inoltre, una volta iniziato il prelievo, il reddito ottenuto è tassato come reddito ordinario.
Chiunque abbia una conoscenza di base degli investimenti può costruire un portafoglio più solido. Ad esempio: allocare l'80% in un fondo indicizzato S&P 500 e il 20% in obbligazioni statunitensi a breve termine. Questo portafoglio potrebbe offrire un rendimento annuo stimato di circa l'8,8%. Non solo il rendimento è superiore, ma molte fonti di reddito (interessi sulle obbligazioni, dividendi dei fondi e guadagni di capitale da vendite) sono solitamente tassate a tassi più bassi.
**Facciamo un confronto con i dati:**
Supponiamo che un investitore di 60 anni investa 1 milione di dollari in una rendita immediata con un rendimento fisso del 4%, e fortunatamente raggiunga l'età di 90 anni.
In questi 30 anni, avrà ricevuto un totale di 1,2 milioni di dollari. Dopo la sua scomparsa, il valore di questa rendita scade a zero.
Al contrario, se avesse scelto di gestire autonomamente il portafoglio menzionato (80% S&P 500 + 20% obbligazioni statunitensi) e seguito la regola del 4% di prelievo, ogni anno avrebbe potuto prelevare il 4% del capitale, mentre il resto sarebbe cresciuto a un tasso annuo del 4,8% (ovvero 8,8% - 4%).
Anche in questo caso, dopo 30 anni, avrebbe prelevato un totale di 2,56 milioni di dollari dal portafoglio. Ancora più sorprendente: avrebbe potuto lasciare ai suoi eredi un patrimonio di ben 4,08 milioni di dollari!
In sintesi, il valore totale del patrimonio ottenuto con un investimento autogestito raggiunge 6,64 milioni di dollari, quasi 5,5 volte quello offerto dalla rendita!
Sulla base di questi ragionamenti e dei dati confrontati, io personalmente non investo in rendite, né consiglio a nessuno di farlo.
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