I dati economici dagli Stati Uniti inviano i primi segnali di avviso per gli attivi rischiosi e il mercato delle criptovalute. Gli ultimi dati dal mercato del lavoro indicano che la crescita dei redditi delle famiglie potrebbe indebolirsi prima del 2026, il che potrebbe significare meno soldi per le criptovalute.

Questa tendenza potrebbe limitare il flusso di investimenti al dettaglio, specialmente in attivi volatili come le criptovalute. A breve termine, ciò causa un problema di domanda, e non una crisi strutturale.

I dati dal mercato del lavoro USA segnalano una crescita più lenta del reddito disponibile

L'ultimo rapporto sul Nonfarm Payrolls ha mostrato un aumento moderato dei posti di lavoro e un aumento della disoccupazione. L'aumento dei salari si è anche rallentato, il che indica una crescita più debole dei redditi delle famiglie.

Il reddito disponibile ha importanza per l'adozione delle criptovalute. Gli investitori al dettaglio di solito destinano gli avanzi di cassa, e non l'effetto leva, agli asset rischiosi. In altre parole, a breve gli americani potrebbero non avere più denaro per investire in criptovalute.

Ciò accade perché quando i salari si arrestano e la sicurezza del lavoro si indebolisce, le famiglie tagliano per prime le spese di consumo. Gli investimenti speculativi appartengono spesso a questa categoria.

Il ruolo degli investitori al dettaglio è più importante sul mercato degli altcoin che sul Bitcoin. I token più piccoli dipendono fortemente dal capitale al dettaglio alla ricerca di rendimenti più elevati.

Il Bitcoin, al contrario, attira istituzioni, ETF e investitori a lungo termine. Questo ordine di priorità gli garantisce una maggiore liquidità e una protezione più forte dai crolli.

Nel frattempo, se gli americani non avranno più denaro per investire in criptovalute, gli altcoin soffriranno per primi. La liquidità scompare più rapidamente e i cali di prezzo potrebbero durare più a lungo.

Inoltre, gli investitori al dettaglio potrebbero essere costretti a vendere per coprire le spese. Ciò riguarda le posizioni già esistenti in criptovalute. Va sottolineato che la pressione di vendita colpisce in modo significativo i token con una capitalizzazione inferiore.

I prezzi degli asset possono aumentare anche con redditi più deboli. Di solito ciò accade quando la politica monetaria diventa più accomodante.

Un mercato del lavoro più freddo offre alla Federal Reserve spazio per ridurre i tassi di interesse. Tassi più bassi aumentano i prezzi degli asset grazie alla liquidità, non grazie alla domanda delle famiglie. Questa distinzione è importante per le criptovalute. Tuttavia, i rialzi spinti dalla liquidità sono più fragili e più sensibili agli shock macroeconomici.

La mancanza di denaro degli investitori al dettaglio per le criptovalute non è l'unico problema: istituzioni e ostacoli provenienti dal Giappone

La debolezza degli investitori al dettaglio è solo una parte della storia. Anche gli investitori istituzionali stanno diventando più cauti. Possibili aumenti dei tassi da parte della Banca del Giappone minacciano la liquidità globale. Questi rischi potrebbero portare alla chiusura delle operazioni di carry trade sullo yen, che per anni hanno sostenuto gli asset rischiosi.

Quando il costo del credito aumenta in Giappone, le istituzioni spesso riducono l'esposizione agli investimenti. Questo effetto si sentirà sia sul mercato delle criptovalute che sulle borse e sui mercati del credito.

Nel frattempo, il maggiore rischio non è un crollo, ma una domanda debole. Gli investitori al dettaglio potrebbero ritirarsi a causa della crescita più debole dei redditi, il che si traduce in una mancanza di fondi aggiuntivi per gli asset rischiosi, inclusi le criptovalute. D'altro canto, gli istituti potrebbero rallentare a causa della stretta globale della liquidità.

Per questo gli analisti del mercato avvertono che gli altcoin sono i più esposti in questo contesto. Il Bitcoin si comporta meglio in un periodo di rallentamento. Al momento stiamo vedendo come il mercato delle criptovalute passi dalla fase guidata dagli investitori al dettaglio a un'epoca di attenzione economica macro.

Questo cambiamento potrebbe definire i primi mesi del 2026.

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