#ShockingCrypto 🚨
La posizione finanziaria della Russia appare molto più debole di quanto molti si aspettassero. Nuove rivelazioni nei media russi rivelano che quasi tre quarti delle riserve d'oro del paese detenute nel Fondo Nazionale di Ricchezza sono state vendute negli ultimi tre anni — una drastica riduzione che solleva seri campanelli d'allarme per l'economia. 🇷🇺💰
Nel maggio 2022, il Fondo Nazionale di Ricchezza deteneva 554,9 tonnellate d'oro. Al 1° gennaio 2026, quella cifra è crollata a sole 160,2 tonnellate, il che significa che circa il 71% dell'oro è stato liquidato. Ciò che rimane è riportato essere parcheggiato in conti anonimi presso la Banca Centrale, aggiungendo un ulteriore strato di incertezza. 😳
Oggi, il totale degli attivi liquidi del fondo — principalmente yuan e oro — ammonta a circa 4,1 trilioni di rubli. Gli analisti avvertono che se i prezzi del petrolio e il rublo rimangono ai livelli attuali, la Russia potrebbe essere costretta a ritirare un ulteriore 60% di ciò che resta quest'anno, circa 2,5 trilioni di rubli, lasciando le riserve pericolosamente sottili.
Non si tratta solo di una questione tecnica di bilancio. Un Fondo Nazionale di Ricchezza in diminuzione indebolisce la rete di sicurezza finanziaria della Russia, limitando la sua capacità di sostenere progetti infrastrutturali, spese sociali e obbligazioni statali a lungo termine — e potenzialmente stressando le operazioni governative più ampie.
La domanda chiave ora è ineludibile: quanto tempo può continuare Mosca a spendere a questo ritmo prima che le sue riserve siano esaurite? ⚠️💥
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