☢️ È la fine dell' "Oro Digitale"?
#Jefferies liquida la sua posizione in
#bitcoin citando la minaccia quantistica come rischio esistenziale
In un movimento che ha lasciato attoniti gli strateghi di
#WallStreet , Christopher Wood, l'influente stratega di Jefferies, ha eliminato completamente
#BTC dal suo famoso portafoglio modello "GREED & fear".
Dopo anni di difesa della criptovaluta come l'attivo rifugio del XXI secolo, Wood ha capitolato, trasferendo quel 10% di allocazione direttamente verso l'oro fisico e azioni minerarie, citando che la sicurezza di Bitcoin non è più compatibile con investimenti pensionistici a lungo termine.
Minaccia alla tesi di riserva di valore: Sebbene Wood non si aspetti un crollo immediato, argomenta che la computazione quantistica indebolisce la base tecnica che giustifica il possesso di Bitcoin a decenni vista. Per un fondo pensione, se la sicurezza non è eterna, l'attivo non è una riserva di valore.
La vulnerabilità dell'offerta: Basandosi su uno studio critico di Chaincode Labs (maggio 2025), il rapporto avverte che tra 4 e 10 milioni di BTC (fino al 50% dell'offerta circolante) potrebbero essere vulnerabili al furto di chiavi tramite tecnologia quantistica.
Il punto debole istituzionale: L'analisi evidenzia un rischio ironico: i portafogli degli exchange e delle istituzioni sono i più esposti a causa del riutilizzo degli indirizzi, il che facilita ai computer quantistici "estrarre" le chiavi private.
Ritorno alle radici: Wood, che è stato tra i primi a convalidare istituzionalmente BTC durante la pandemia, ha deciso che l'oro fisico è, al giorno d'oggi, l'unico rifugio immune ai progressi della computazione avanzata.
Termine critico vs. Prezzo attuale: Lo stratega separa l'azione del prezzo a breve termine (che potrebbe continuare a essere rialzista) dalla fattibilità strutturale del protocollo verso l'anno 2140, data in cui l'offerta fissa di Bitcoin dovrebbe completarsi.
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